Poesia del Quattrocento e del Cinquecento

BUONE CONDIZIONI

PREZZO : EUR 39,00€
CODICE: ISBN 8806086804 EAN 9788806086800
AUTORE/CURATORE/ARTISTA :
A cura di: ,
EDITORE/PRODUTTORE :
COLLANA/SERIE : , 27 - , IV
DISPONIBILITA': In esaurimento


TITOLO/DENOMINAZIONE:
Poesia del Quattrocento e del Cinquecento
BUONE CONDIZIONI
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ISBN 8806086804
EAN 9788806086800

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COLLANA/SERIE:
, 27
, IV

ANNO:
1959

DISPONIBILITA':
In esaurimento

CARATTERISTICHE TECNICHE:
XLX-1536 pagine
Rilegato in tela con sovraacoperta e cofanetto
cm 14 x 22 x 7,5
gr 1620

NOTE:
VOLUME IN BUONE CONDIZIONI

DESCRIZIONE:

Il moto culturale e letterario che va dall'età in cui dominò la personalità poetica del Poliziano al tramonto del Rinascimento abbraccia due secoli di cui l'uno «s'intreccia talmente nell'altro che non si può dire dove finisca l'uno dove l'altro cominci. Sono una continuazione, un correre ininterrotto intorno allo stesso ideale». Cosí il De Sanctis. Che tuttavia non mancava di avvertire come il Quattrocento si distinguesse in quanto «secolo di gestazione ed elaborazione», «passaggio dall'età eroica all'età borghese, dalla società cavalleresca alla società civile, dalla fede e dall'autorità al libero esame, dall'ascetismo e simbolismo allo studio diretto della natura e dell'uomo, dalla barbarie scolastica alla coltura classica ».

Indice:
IL QUATTROCENTO - FIRENZE
I - L'EREDITÀ TRECENTESCA
Giovanni Gherardi detto l'Aquettino
pag. 7 I. Inanzi mi vedëa a poco a poco
9 II. Alessandro infiammato
10 III. Una fra l'altre in piè si fu levata
11 IV. Quando l'un l'altro dice: – Or che pur miri
12 V. – Chi prima è trovato, i patti eletti
Buonaccorso da Montemagno
13 I. Non mai piú bella luce o piú bel sole
14 II. Freschi fior dolci e vïolette, dove
15 III. Poich'a quest'occhi il gentil lume piacque
16 IV. Avventuroso dí, che col secondo
17 V. Forma gentil, i cui dolci anni serba
Rosello Roselli
18 I. Io cerco libertà con grande affanno
19 II. O falsa, pien d'inganni e sanza fede
Antonio di Meglio
20 I. Sopr'un bel verde colle
22 II. Neve, foco, rubini e vivo sole
Gian Matteo di Meglio
23 I. Io nacqui al mondo sventurato e povero
24 II. Io veggio ben che 'ndarno m'affatico
25 III. Non d'amicizia mai si disse tanto
26 IV. O testa laürata, o divo ingiegno
Francesco Aeolti
27 I. Graziosa gentile anima lieta
28 II. Dolce mie' vita e caro mio tesoro
29 III. I' vidi in aër tenebroso e fosco
II - RIMATORI DEL CERTAME CORONARIO
Leon Battista Alberti
34 I. DI AMICIZIA
35 II. Ridi s'io piango
36 III. Io vidi già seder nell'arme irato
37 IV. S'io sto doglioso, niun si maravigli
Michele di Nofri del Giogante detto il Forte
38 I. D'ogni cagion cagion, primo motore
40 II. Uscito della mia rinboccatura
Leonardo Dati
41 I. LA DEA DELLE STAGIONI
42 II. LA DEA DELL'AMICIZIA
Francesco d'Altobianco Alberti
43 I. Felice è quel, che poco o nulla spera
45 II. Maestro Marian s'è fatto frate
46 III. Se mai 'l quinto elemento ebbe potenza
III - VERSI DI DEVOZIONE
Giovanni Dominici
49 Di', Maria dolce, con quanto disio
Lucrezia Tornabuoni de' Medici
52 I. Ecco 'l re forte, aprite quelle porte
54 II. LAUDA PEL S. NATALE
Feo Belcari
56 RAPPRESENTAZIONE DI ABRAMO E ISACCO
IV - GIOCOSI E POPOLARESCHI
Girolamo Savonarola
78 I. Omnipotente Idio
79 II. Giù per la mala via
81 III. Viva viva in nostro core
83 IV. PSALMUS FRATRIS HIERONYMI PROPHETAE, FERRARIENSIS, ORDINIS PRAEDICATORUM
Filippo Brunelleschi
87 I. Madonna se ne vien dalla fontana
88 II. Io veggio il mondo tutto intritosito
89 III. Io veggio 'l mondo tutto inviluppato
Domenico di Giovanni detto il Burchiello
90 I. Nominativi fritti e mappamondi
92 II. Le zanzare cantavan già il taddeo
93 III. Rose spinose e cavolo stantio
94 IV. Se vuoi guarir del mal dell'infreddato
95 V. Un fabro calzolaio che fa le borse
96 VI. Sospiri azzurri di speranze bianche
97 VII. Piovendo un giorno all'alba, a mezza notte
98 VIII. Di qua da Querciagrossa un trar di freccia
99 IX. La Poesia combatte col Rasoio
100 X. – Va', recumi la penna e 'l calamato
101 XI. – Va' in mercato, Giorgin, tien quí un grosso
102 XII. Non son tanti babbon nel Mantovano
103 XIII. Son diventato in questa malattia
104 XIV. Lièvitomi in su l'asse come il pane
105 XV. Fior di borrana, se vuoi dir in rima
106 XVI. Il primo ber sí m'aguzza la testa
107 XVII. Pregar ti voglio mi doni ricovero
Antonio Alamanni
108 I. Amor vuol pur ch'io l'ami, ed io non posso
110 II. La mula bianca che tu m'hai mandata
111 III. Vidi uscir a un fuor delle mani
112 IV. Questa mattina udito ho predicare
113 V. IL CARRO DELLA MORTE
Bernardo Bellincioni
115 I. Seme di funghi e fumo di stadere
116 II. Ei sarà prima santo Anton d'agosto
117 III. – Comar. – Madonna. – Avete voi del fuoco
118 IV. Una casa frappata uso abitare
Francesco Cei
119 I. O dio, la bocca suave e gentile
120 II. Oimè, che a pensar del sacro petto
121 III. Dall'altro estremo spunta della gonna
122 IV. La gamba è d'un pastor di quindici anni
123 V. Corrisponde con gli umeri e col busto
Matteo Franco
124 I. Perché molto, Luigi, avesti a male
126 II. Veggendo l'aria folta di sonetti
127 III. La fantasia in sul primaccio aguzzo
128 IV. – Buon dí. – Buon dí e buon anno; e come stai
V. LUIGI PULCI
Dal «Morgante»
132 PROTASI
133 ORLANDO E MORGANTE
138 LA FAVOLA DEL MIGLIACCIO
139 INCONTRO DI MORGANTE E MARGUTTE
148 MARGUTTE E MORGANTE ALL'OSTERIA
152 MORTE DI MARGUTTE
155 EROICA FINE DI MORGANTE
161 L'ULTIMO TRADIMENTO DI GANO
164 ASTAROTTE E GLI ANTIPODI
168 LA TRAGEDIA DI RONCISVALLE
170 LA BATTAGLIA
Dal «Libro dei sonetti»
175 I. Questi magna ravizi, rave e verzi
176 II. Chi levassi la foglia, il maglio e 'l loco
177 III. Costor, che fan sí gran disputazione
178 IV. Tu beccherai di trentasei sonetti
179 V. – I' vo' insegnarti un degno e bel segreto
VI - LORENZO DE' MEDICI
Dalle «Egloghe»
185 CORINTO
Dal «Simposio»
192 DUE TIPI DI BEONI
Dai «Canti carnascialeschi»
194 CANZONA DI BACCO
Dalle «Rime»
197 I. Datemi pace omai, sospiri ardenti
198 II. O sonno placidissimo, omai vieni
199 III. Cerchi chi vuol le pompe e gli alti onori
200 IV. Io mi diparto, dolci pensier miei
201 V. Bastava avermi tolto libertate
202 VI. O bella violetta, tu sei nata
203 VII. Oimè, che belle lacrime für quelle
204 La Nencia da Barberino
VII - ANGELO AMBROGINI DETTO IL POLIZIANO
Stanze per la Giostra
215 LIBRO PRIMO
249 LIBRO SECONDO
262 La favola di Orfeo
Dalle «Rime»
276 I. Solevon già col canto le sirene
277 II. Questa fanciulla è tanto lieta e frugola
278 III. Deh, non insuperbir per tuo' bellezza
Dalle «Canzoni a ballo»
279 I. I' mi trovai, fanciulle, un bel mattino
281 II. I' mi trovai un dí tutto soletto
283 III. Dolorosa e meschinella
Dai «Rispetti spicciolati»
284 IV. Ben venga maggio
286 V. Donne mie, voi non sapete
287 I. Io son la sventurata navicella
288 II. La notte è lunga a chi non può dormire
Dalle «Elegiae»
289 I. LE VIOLE DI MADONNA
292 II. IN MORTE DI ALBIERA ALBIZI
Dagli «Epigrammi greci»
295 I. Οἶνόν μοι πέμπεις, τοῦ δ᾽ἔσθ᾽ἅλις · εἰ δ᾽ἔτι μαλλον
296 II. Ἤδη τοι πάρα μὲν χειμών, πάρα δ᾽ἄσπετος ὄμβρος,
297 III. Εὕρηχ’ εὕρηχ’ ἣν θέλον, ἣν ἐζήτεον αἰεί,
298 IV. Καρπὸν ἐμοὶ ποθέοντι σὺ δ᾽ἄνθεα φύλλά τε μοῦνον
VIII - CANTI CARNASCIALESCHI
Filippo Brunelleschi
301 I. CANZONA DELLE BALIE
303 II. CANZONA DELLE MONACHE
305 III. CANZONA DELLA MANDORLA
307 IV. CANZONA DEGLI SPAZZACAMINI
309 V. CANZONA DELLE CICALE
310 VI. CANZONA DELLE PINZOCHERE ANDATE A ROMA
313 VII. TRIONFO DELL'ETÀ DELL'UOMO
315 VIII. TRIONFO DI QUATTRO ELEMENTI
317 IX. CANZONA DE' LANZI CHE ANDARONO A PAPA LIONE
319 X. CANZONA DE' RIDONI
VENEZIA
Leonardo Giustinian
323 I. Non ti ricordi quando mi dicevi
324 II. Non perder, donna, el dolce tempo ch'hai
325 III. Se gli arbori sapessen favellare
326 IV. Sia benedetto il giorno che nascesti
327 V. Zoia mia cara, com' te soffre il core
328 VI. Non te maravigliar, lizadra donna
329 VII. Quei labri mi consuma fin a tanto
330 VIII. I' t'ho dipinta in su una carticella
331 IX. Quattro sospiri ti vorìa mandare
332 X. Da poi ch'io vedo fermo il tuo volere
333 XI. Non piangerò già mai quel che t'ho fato
334 XII. O donne innamorate
337 XIII. Dio te dia bona sira
340 XIV. Regina del cor mio
344 XV. Amante, non subiare
Giorgio Sommariva
355 I. Duò, messer me, mo que volí-vu fare
356 II. Deh, sí messere, lassé-ve piegare
Anonimi veneti
357 I. Quando e' vedo adorna e bella
358 II. Apri la bocca inzucarata
359 III. Non te vantar del tuo lizadro viso
360 IV. Se di zorno hai paura
361 V. – Fia, per sta contrata trapasa un zovenetto
363 VI. Traditor ladro, zamai nol credia
365 VII. L'ALFABETO DEI VILLANI
RIMATORI E POETI DELLE CORTI SETTENTRIONALI
I. MANTOVA E MILANO
Gian Francesco Suardi
373 I. Io son pur quel predicto e onorevole
374 II. Ogni volta ch'io miro gli uccelletti
375 III. Maestro, questo mondo si è una frasca
376 IV. Io mi credea, madonna, a dirvi il vero
377 V. Se io potessi un poco favellare
378 VI. Ditemi, che vi nuoce di lassarvi
Panfilo Sasso
380 I. La vechiarella peregrina e stanca
381 II. Menatime al macel, se far volete
382 III. Sono eremita de la vita austera
383 IV. Un bordon, un capello, un fiaschettino
384 V. Dopo la notte oscura e tenebrosa
385 VI. Or ti fa' terra, corpo, or ti fa' smorto
386 VII. El caval de la morte Amor cavalca
387 VIII. Limpidi laghi, fonti chiari e vivi
388 IX. Chi vuol conoscer veramente quella
Marco Antonio Tebaldi detto il Tebaldeo
389 I. Non so parer allegro essendo mesto
390 II. Io vidi la mia ninfa, anzi mia dea
391 III. Riposa in pace: vale, vale, vale
392 IV. Non t'ammirar se nel tuo ardente tetto
393 V. Parte de l'alma mia, caro consorte
394 VI. Non seranno i capei sempre d'or fino
Gaspare Visconti
395 I. O sassi, o mura, che in voi chiuso avete
396 II. Candida rosa, leggiadretta e vaga
397 III. – A Milan che si fa? – Chi il ferro lima
Galeotto del Carretto
398 I. Invidia acerba, inesorabil Cloto
399 II. – Dimmi, iustizia, per che sei fuggita
400 III. Io mi sento in mezo el core
402 IV. Come se prova l'oro in la fornace
403 V. Di tempo in tempo me sen va da l'almo
Lamenti storici milanesi
404 I. LAMENTO DEL DUCA GALEAZZO, DUCA DI MILANO
408 II. PIANTO E LAMENTO DEL ILLUSTRISSIMO SIGNOR LODOVICO SFORZA
415 III. PEL SIGNOR LODOVICO DA MILANO
II. RIMINI, URBINO, FERRARA, PESARO
Giusto dei Conti
421 I. Questa angeletta mia da l'ale d'oro
422 II. Vidi fra mille fiamme in un bel viso
423 III. Spento ha degli occhi miei l'altero lume
424 IV. Deh, non piú cenni omai, non falsi risi
425 V. Quando la sera per le valli aduna
426 VI. Rimena il villanel fiaccato et stanco
427 VII. Ora che 'l freddo i colli d'erba spoglia
428 VIII. Zeffiro, vieni et la mia vela carca
429 IX. Caro libretto, et piú ch'altro felice
430 X. Finestre mie, quand'io ve veggio aperte
431 XI. Altri possede et io piango il mio bene
Angiolo Galli
432 I. Quanta invidia vi porto, erbette et fiori
433 II. Batte el cavallo su la balza alpina
Lionello d'Este
434 I. Lo Amor me ha facto cieco, e non ha tanto
435 II. Batte el cavallo su la balza alpina
Pietro Andrea dei Bassi
436 Ressurga da la tumba avara, et lorda
Pandolfo Collenuccio
441 Qual peregrin nel vago errore stanco
III. MATTEO MARIA BOIARDO
Dall'«Orlando Innamorato»
451 APPARIZIONE DI ANGELICA
458 LA FONTANA DELL'AMORE
464 RINALDO A PALAZZO GIOIOSO
467 RINALDO, FIORDISPINA E IL CENTAURO
470 IL DUELLO DI ORLANDO E AGRICANE
482 RODAMONTE
485 BRUNELLO
488 ORLANDO NEL GIARDINO DI FALERINA
495 ORLANDO NEL GIARDINO DI MORGANA
502 RUGGIERO S'INNOMORA DI BRADAMANTE
Dal «Canzoniere»
505 I. Amor, che me scaldava al suo bel sole
506 II. Il canto de li augèi di fronda in fronda
507 III. Chi troverà parole e voce eguale
510 IV. Dàtime a piena mano e rose e zigli
511 V. Già vidi uscir di l'onde una matina
512 VI. Ocio amoroso e cura giovenile
513 VII. Con che dolce concento insieme accolti
514 VIII. Mira quello ocellin che par che senta
515 IX. Ombrosa selva, che il mio dolo ascolti
516 X. Ligiadro veroncello, ove è colei
517 XI. Fior scoloriti e palide viole
518 XII. Nel doloroso cor dolce rivene
522 XIII. Ecco la pastorella mena al piano
IV. ANTONIO CAMMELLI DETTO IL PISTOIA
Dai «Sonetti faceti»
526 I. Ognun vuol piluccar la fronde amata
527 II. Vieni – ad un pescator disse il Messia
528 III. Io credo in quel che a chi 'l toccò die' fè
529 IV. Signor, fu un bel palazzo il tuo presente
530 V. Danza già in cielo ogni immortal farfalla
531 VI. Non gridar più, che vuoi tu, Salvatore
532 VII. Misser, datime un poco di conforto
533 VIII. Ha' tu veduto questi fotiventi
534 IX. Le Fiorentine fra l'altre toscane
535 X. Belle donne a Milan, ma grasse troppe
536 XI. Il tuo caval da quattro gambe inferno
537 XII. S'io fussi in libertà come io vorrei
538 XIII. Figliola, non andar senza belletto
539 XIV. Che par costui del ceffo? – Un can alano
540 XV. Il viene una imbrunata vidoetta
541 XVI. Bongiorno: udite, messer Augustino
542 XVII. - Bon dí, Diamante. - Anco a te, Margherita
543 XVIII. Io tolsi moglie e non mi fu fatica
544 XIX. - Dove vo' tu andar, Francesca? - A messa
545 XX. Io son pur una degna creatura
546 XXI. - «A ciascun de imitare il mastro lece
547 XXII. - Bu, bu! - Che c'è? - Bologna è sotto sopra
548 XXIII. - A Roma che si vende? - Le parole
549 XXIV. Qua si piglia ogni dì Napoli e il Re
550 XXV. Passò il Re franco, Italia, a tuo dispetto
551 XXVI. La tromba suona, timidi soldati
552 XXVII. - Novelle nove? - Il papa ha avuto un figlio
554 XXVIII. O città, nido mio, Pistoia vecchia
554 XXIX. Più de cent'anni imaginò natura
555 XXX. Ecco la morte: i miei sonnetti al foco
V. VERSI POPOLARI E POPOLARESCHI CENTRO-MERIDIONALI
Cacce
559 I. Ov'al bel monte già vaghe fronde
566 II. Non dormite, o cazatore
568 III. - Ai cenci, ai toppil ai vetro, ai rame rotto
570 IV. Cacciando per gustar di quel tesoro
572 V. Iamo a la caccia
Frammenti
575 I. Fruste ccà, Margaritella
576 II. Nullo è chiù de mal umore
577 III. Non secuita la luna
578 IV. Muorto è lo purpo e sta sotto la preta
579 V. Non me chiammate chiù donna Sabella
580 VI. O vedovella, quando staie a lietto
581 VII. O vedovella de Castiello a mare
582 VIII. Simmo li povere, povere, povere
Versi anonimi
583 I. Dimmi quanto tu vuoi, crudele, a torto
584 II. Che bella vita ha al mondo un villanello
585 III. Se io potessi far, fanciulla bella
586 IV. Figlio, dormi, dormi figlio
587 V. Chi vòle gentileze e cortesia
588 VI. Guardo che non se mettese ad amare
589 VII. La vita de Colino non dura quattro iorni
590 VIII. Tocastime la mano a lo partire
591 IX. Taupino, ca lo pulso m'è mancato
592 X. Non fare longa la mia malatia
593 XI. Lo ligno verde, quando è be' allumato
594 XII. Dove so' andati quelli abrazamenti
595 XIII. - Lemosina, per Dio, donatende
596 XIV. Gimene al letto della donna mia
REGNO DI NAPOLI
I. EPIGONI E CORTIGIANI
Giovan Francesco Caracciolo
601 I. Candido e peregrino animaletto
602 II. Al dolce onesto bacio repensando
Pietro Antonio Caracciolo
603 FARSA
Francesco Galeota
607 I. In mare è la mia vita arisicata
608 II. Un povero villano e zappatore
609 III. Quand'era meza notte che sonava
610 IV. Non me venir in somno a molestare
611 V. Primavèra per me non ha più fronde
Giannantonio de Petruciis
612 I. De sutto al Fato sta ciò che è creato
613 II. Piacesse a Dio che non fosse nato
614 III. Cara mogliere da me tanto amata
Pier Iacopo de Iennaro
615 I. Di poggio in poggio errando i passi movo
616 II. Oci in cui amor non truova altronde
617 III. Non son poeta, no, né laurea porto
Serafino de' Ciminelli dall'Aquila detto l'Aquilano
618 I. L'aquila che col sguardo affisa el sole
620 II. A che stimarci, o gente umana indegna
621 III. Or va', felice anel sì avventurato
622 IV. Non per una cagion di te mi doglio
623 V. O barbianni, per qual senso el fai
624 VI. Invida corte, d'ogni ben nimica
625 VII. La corte è come el gioco del quadrello
626 VIII. Non mi negar, signora
627 IX. Se 'l zappator il giorno se affatica
628 X. Tu dormi, io veglio e vo perdendo i passi
629 XI. S'io per te moro e calo nell'inferno
630 XII. Se poco in le laude ho satisfatto
Benedetto Gareth detto il Chariteo
631 I. Ecco la notte; el ciel scintilla e splende
633 II. Voi, donna, ed io per segni manifesti
634 III. Mentre quella sottile e bianca mano
635 IV. Seconda patria mia, dolce Sirena
636 V. Syncero, l'uom de vita integro e sano
637 VI. ... Sovente un dubio grande 'l cor mi assale
II. GIOVANNI PONTANO
Dai «Libri hendecasyllaborum»
642 I BACI DI BATILLA
Dal «De amore coniugali»
643 I. LUCIETTO CHIAMA IL SONNO
644 II. LA NINNA-NANNA DI MAMMINA
645 III. LA NINNA-NANNA DI BABBO
Dai «Tumulorum libri»
646 I. ROSA
647 II. LA FIGLIA LUCIA
648 III. CARMOSINA
Dal «Meteororum liber»
649 LE NINFE E IL SATIRO
Dalle «Lepidina»
651 UN CORTO NUZIALE
Dal «De hortis Hesperidum»
653 RICORDO DELLA MOGLIE ADELINA
III. MICHELE MARULLO TARCANIOTA
Dagli «Epigrammata»
658 I. PER LA MORTE DEL FRATELLO GIOVANNI
660 II. ALL'AMICO MARULLO CARACIO RALLO
662 III. A BATTISTA FIERA
664 IV. A MODESTO
Dagli «Hymni naturales»
665 ALL'ETERNITÀ
Dalle «Neniae»
667 ALLA PATRIA
IV. IACOPO SANNAZARO
Dall'«Arcadia»
674 I. SELVAGGIO ET ERGASTO
678 II. IL CANTO DI GALICIO
681 III. CANZONE DI ERGASTO
684 IV. EUGENIO E CLONICO
Dalle «Rime»
687 I. Quel fallo, signor mio, qual grave offesa
688 II. Icaro cadde qui: queste onde il sunno
690 III. Venuta era madonna al mio languire
690 IV. Donna, si ve spuventa
691 V. Lassa, che quando veggio le viole
Dal «De partu Virginis»
692 L'ANNUNCIO A MARIA
Dalle «Elegiae»
695 I. A GIOVANNI DI SANGRO
697 II. PRESSO I RUDERI DI CUMA
Dagli «Epigrammi»
699 I. ECHO LOQUITTUR
700 II. IN THEATRUM CAMPANUM
701 III. AD ANIMUM SUUM
702 IV. QUUM A PATRIA DISCEDERET
IL CINQUECENTO
I. LETTERATURA UMANISTICA
Gerolamo Fracastoro
DALLA «SYPHILIS»
707 I. MORTE DI UN GIOVANE BRESCIANO, VITTIMA DELLA
709 II. GUERRE E CALAMITÀ DELL'EUROPA, DELL'ITALIA E DEL VENETO
Giovanni Cotta
712 I. EPITAPHIUM QUINTERII
713 II. AD LYCORIM
Andrea Navagero
DAI «LUSUS»
715 Aspice magna Ceres tibi quos semente peracta
716 Quamvis te peream aeque Hyella totam
717 Dispeream nisi tu vita mihi carior ipsa
717 Aurae, quae levibus percurritis aëra pennis
718 Beate somne, nocte qui hesterna mihi
719 Florentes dum forte vagans mea Hyella per hortos
Marcantonio Flaminio
720 I. DAI «LUSUS PASTORALES»
720 Intonsi colles, et densae in collibus umbrae
720 Dum sonat argutis late vicinia grillis
721 3. Et tonat, et vento ingenti nemus omne remugit
721 4. Iam rapidus torret mediis sol aestibus agros
722 5. Adeste o Satyri, bonique Fauni, et
724 II. AD IOANNEM ANTONIUM FLAMINIUM PATREM MORIENTEM
725 III. HYMNUS IN AURORAM
728 IV. AD VETURIAM MATREM ET IULIUM ET FAUSTUM FRATRES MORTUOS
729 V. AD IPSUM DE ADVENTU HYEMIS
Marco Girolamo Vida
DALLA «CHRISTIADE»
730 I. LA PECCATRICE
734 II. IL NATALE
737 III. LA PASSIONE
II. DIDASCALICI - LA «NUOVA SCUOLA TOSCANA»
Giovanni Rucellai
DA «LE API»
741 I. Prima sceglier convienti a l'api un sito
743 II. Ognuna d'esse al suo lavorio è intenta
Luigi Alamanni
DA «LA COLTIVAZIONE»
745 I. LA VITA DELL'AGRICOLTORE, LO STATO DEL POPOLO
ITALIANO NEL SECOLO DECIMOSESTO. LODI DELLA FRANCIA
751 II. PRESAGI DI CATTIVO E BUON TEMPO
DAI «SONETTI»
754 Quanta invidia ti porto, amica Sena
Claudio Tolomei
755 I. A LICE
756 II. D'ALCONE
757 III. A LISETTA
758 IV. IL RIO
Antonio Renieri da Colle
759 I. DELLA SUA DONNA
760 II. DEL TORO E SE STESSO
761 III. DI SE STESSO
762 IV. DELLA SUA DONNA
763 V. A FILLIDE E TIRSI
764 VI. A MESSER GIULIO VIERI
Pier Pavolo Gualterio
765 Tósco paese mio, rallégrati; ninfe, godete
Dionigi Atanagi
766 A MESSER CLAUDIO TOLOMEI
III. POESIA TRAGICA
Giangiorgio Trissino
DALLA «SOFONISBA»
769 I. LA SCONFITTA DI SIFACE
774 II. SOFONISBA E MASSINISSA
774 III. NOZZE FRA SOFONISBA E MASSINISSA
781 IV. MASSINISSA E SCIPIONE
786 V. LA MORTE DI SOFONISBA
792 VI. L'ADDIO AD ERMINIA
Pietro Aretino
DALL'«ORAZIA»
797 I. CELIA E NUTRICE
801 II. PUBLIO, SPURIO E TITO
807 III. PUBLIO, SPURIO E CELIA
808 IV. CELIA, ORAZIO, PUBLIO, NUTRICE, SERVO, ANCILLA, POPOLO E CORO DI VIRTÙ
IV. PASQUINATE, MACARONEA E VERSI PEDANTESCHI
Pasquinate
831 I. CONTRO ALESSANDRO VI
833 II. PER GIULIO II
834 III. CONTRO LEONE X
835 IV. DOPO LA MORTE DI LEONE X
836 V. PER L'ELEZIONE DI ADRIANO VI
837 VI. CONTRO PAOLO IV
838 VII. PER LA CHIUSURA DEL CONCILIO DI TRENTO
839 VIII. PER IL ROGO DI AONIO PALEARIO
Teofilo Folengo
DAL «BALDUS»
841 I. LA CITTÀ SI SVEGLIA
842 II. GUIDONE E BALDOVINA ACCOLTI NELLA CAPANNA DI BERTO
848 3. INFANZIA DI BALDUS
851 4. BARUFFE TRA MONELLI
853 5. ZAMBELLO PERDE CHIARINA - VACCA O CAPRA?
855 6. CONTRO I FRATI
856 7. L'ALFABETO DI IACOPNO PRETE
859 8. I FRATI MANGIANO CHIARINA
859 9. LA BEFFA DEL MONTONE
DAGLI «EPIGRAMMI»
861 I. DE PRIMAVERA
863 II. 2. DE AESTATE
864 III. 3. DE AUTUMNO
864 IV. 4. DE INVERNO
Camillo Scroffa
866 I. Voi, ch'auribus arrectis auscultate
867 II. Le tumidule genule, i nigerrimi
868 III. Cento fanciulli d'indole prestante
869 IV. Camillo mio, plenissimo inventario
870 V. Venite hendecasyllabi, venite
871 VI. Havea già Phebo in Scorpio il domicilio
V. SATIRICI E BURLESCHI
Nicolò Machiavelli
877 I. CANTO DE' DIAVOLI
879 II. Oh dolce notte, oh sante
880 III. Quanto in cor giovenile è bello amore
881 IV. Chi giammai donna offende
882 V. CAPITOLO DELL'AMBIZIONE
889 VI. CAPITOLO DELL'OCCASIONE
890 VII. DA «L'ASINO D'ORO»
890 2. Veniva già la fredda notte manco
Francesco Berni
DALLE «RIME»
894 I. Chiome d'argento fine, irte e attorte
901 II. Del più profondo e tenebroso centro
902 III. Cancheri, e beccafichi magri arrosto
904 IV. Ser Cecco non può star senza la corte
905 V. Godete, preti, poiché 'l vostro Cristo
906 VI. Signore, io ho trovato una badia
907 VII. Chi fia giammai così crudel persona
909 VIII. Il papa non fa altro che mangiare
910 IX. Fate a modo d'un vostro servidore
911 X. Un papato composto di rispetti
912 XI. Giace sepolto in questa orrenda buca
DAI «CAPITOLI»
913 I. Udite, Fracastoro, un caso strano
914 II. Non ti maravigliar, maestro Piero
923 III. Ancor non ho io detto della peste
929 IV. Padre, a me più che gli altri reverendo
934 V. Nel mille cinquecento anni ventuno
938 VI. Non so, maestro Pier, quel che ti pare
942 VII. In fé di Cristo, Amor, che tu hai 'l torto
946 VIII. O poveri infelici cortigiani
949 IX. Quanta fatica, messer Alessandro
DALL'«ORLANDO INNAMORATO»
956 I. RICORDI DEL SACCO DI ROMA
963 II. CONTRO I FALSI ROMITI
965 III. LA FORZA E L'INTELLIGENZA
966 IV. IL BEL TACERE
967 V. LA VITA CONIUGALE
969 VI. AUTORITRATTO
Anton Francesco Grazzini detto il Lasca
976 I. Riposerai tu mai, anima mia
978 II. Piange, sospira e si lamenta ognora
979 III. O sante Muse, di mia cetra scorte
980 IV. CANTO DI GIOVANI IMPOVERITI PER LE MERETRICI
982 V. CANTO DE' POETI
985 VI. Com'hai tu tanto ardir, brutta bestiaccia
987 VII. IN LODE DEL DISPETTO
Niccolò Franco
991 I. Voi, voi fratacci con i colli torti
992 II. Donne, m'è di bisogno ch'i' no 'l taccia
993 III. O bella età de l'oro, ove se' ita
994 IV. Una vecchiazza, ch'è tutta canuta
995 V. Prencipi, se voi fate l'osterie
996 VI. Prencipi, egli si sa che già non piove
997 VII. Muoion di fame, e per Italia vanno
Andrea Calmo
998 I. Mi e' no fu mai d'amar tanto stracão
999 II. Andando un zorno a Lio col mio famégio
1000 III. E' vòio tanto ben a quel Muran
1001 IV. EPITAFFI
1001 Cari brighenti, e' son da Malamoco
1001 Fitto in sta cassa e' son, olto da terra
1001 Chi lèse qua, considera ben tutto
1001 Zangarin Zazzareta buranelo
Giambattista Maganza
1003 LA NOTTE DE MAGAGNÒ DONÀ AL SO CARO PARON EL SEGNOR GIÀCHEMO RAGONA ACADEMICO LIMPICO
Maffio Venier
1010 I. BELLEZZA DE DONNA
1012 II. QUANDO S'AMMAZZA EL PORCO
1013 III. OFFERTA D'UN INAMORÀO
1014 IV. Bàsame, cara mare, e fa' che muora
1015 V. Eccetto l'omo, ogn'altra bestia ha ben
1016 VI. SPERANZA D'INAMORÀO
1017 VII. Come chi sente un pezzo una campana
1018 VIII. CANZON - LA STRAZZOSA
VI. POESIA POPOLARE E POPOLARESCA
Versi vari
1027 I. - Io son bella e delicata
1028 II. Saltavan ninfe, satiri e pastori
1029 III. Vidi una Verginella che si stava
1030 IV. La misera farfalla
1031 V. Un giorno andai per pigliar l'acqua a mare
1032 VI. - Chi t'ha fatto quelle scarpette
1033 VII. Tripe frite e lingue 'roste
1034 VIII. Tòrela mo vilan
1035 IX. A la bruma, al giatio, al vento
1036 X. Il primo di maggio, falilela
1037 XI. Fa' la nana, fa' la nana
1038 XII. E' vorave saver, colonna mia
1040 XIII. A la sibilla me ne voglio gire
1040 XIV. Cui cangia la via vecchia pri la nova
1041 XV. Vario è sto mundo: cui saglie e cui scende
1042 XVI. Acqua, che fortimenti mormorando
1043 XVII. Vanno per Roma, con le sporte in collo
1044 Villanelle alla napolitana
1045 I. Mi vorrei trasformare
1046 II. Avessi due capilli d'essi tui
1047 III. Vorria addeventare prevolillo
1048 IV. Mi vorria trasformare, o faccia bella
1049 V. Vorria, crudel, tornare
1050 VI. - Parzonarella mia, parzonarella
1051 VII. O Dio, che fosse ciàola e che volasse
1052 VIII. Madonna, va lo mondo alla riversa
1053 IX. Tu sai che la cornacchia ha sempre usanza
1054 X. Stanotte m'insognava
1055 XI. Na vecchierella l'altro giorno a Roma
1056 XII. Tutta stanotta n'aggio mai dormito
1057 XIII. Meschina me, ch'ho rotta la lancella
1058 XIV. Con quessa bella mano
1059 XV. Oh saporita chiù che la insalata
1060 XVI. Quiss'occhi, quessa bocca vasariella
1061 XVII. Come corre la lepre alla nocella
1062 XVIII. Li Saracini adorano lo Sole
1063 XIX. Mamma mia cara
1064 XX. La spagnolicca mi dà tanti guai
1065 XXI. Vag'augelletto, che cantando vai
1066 XXII. Tic toc, tic toc, tic toc. - Apri, signora
1067 XXIII. Poiché la mia speranza s'è partita
1068 XXIV. Andand'un giorn'a spasso per Viena
Velardiniello
1069 I. DA «LA STORIA DI CIENT'ANNE ARRETO»
1076 II. Chi vòle service donne, stenga attento
1077 III. Oh gran sollazzo, che serria vedere
1078 IV. Voccuccia de no pierzeco apreturo
Olimpo degli Alessandri da Sassoferrato
1079 I. LA BRUNETTINA
1083 II. Le guance da mia pastorelluccia
1084 III. La pastorella mia quando fa el pane
1085 IV. La pastorella mia se stava un giorno
1086 V. Quando se vuol guardare al chiaro specchio
1087 VI. La pastorella mia conciava el lino
1088 VII. Giva cogliendo la mia pastorella
Canti popolari piemontesi
1089 I. IL RE PRIGIONIERO
1090 II. MATRIMONIO INGLESE
1092 III. SONNO FORTUNATO
1094 IV. IL TESTAMENTO DEL MARCHESE DI SALUZZO
Canti di guerra e lamenti storici
1095 I. LAMENTO PER LA MORTE DI CESARE BORGIA
1097 II. LA GATA DI PADOA
1100 III. RESPOSTA A LA GATA DE PADUA
1104 IV. Su su a l'arme! Ogni uom prepara
1106 V. PIANTO D'ITALIA E DELLE CITTÀ SACCHEGGIATE
1107 VI. IN QUELLA
1110 VII. ROMAE LAMENTATIO
1116 VIII. DAL «LAMENTO D'ITALIA»
1120 IX. In galera li panettieri
1121 X. LAMENTO DEI PESCATORI VENEZIANI
VII. I LIRICI
Maestri di stile
Pietro Bembo
1129 I. Cantai un tempo, e se fu dolce il canto
1131 II. Speme, che gli occhi nostri veli e fasci
1132 III. Lieta e chiusa contrada, ov'io m'involo
1133 IV. Giaceami stanco, e 'l fin de la mia vita
1133 V. Questa del nostro lito antica sponda
1135 VI. Tosto che bell'alba, solo e mesto
1136 VII. Alma cortese, che dal mondo errante
1144 VIII. Quando, forse per dar loco a le stelle
Giovanni della Casa
1145 I. Gli occhi sereni e 'l dolce sguardo onesto
1147 II. Cura, che di timor ti nutri e cresci
1148 III. Il tuo candido fil tosto le amare
1149 IV. Sperando, Amor, da te salute in vano
1150 V. Nessun lieto giamai, né 'n sua ventura
1151 VI. Solea per boschi il di fontana o speco
1152 VII. Le chiome d'or, ch'Amor solea mostrarmi
1153 VIII. Le bionde chiome, ov'anco intrica e prende
1154 IX. La bella greca onde 'l pastor ideo
1155 X. Vago augelletto da le verdi piume
1156 XI. Errai gran tempo, e del camino incerto
1161 XII. Feroce spirto un tempo ebbi e guerrero
1162 XIII. O sonno, o de la queta, umida, ombrosa
1163 XIV. Già lessi, e or conosco in me si come
1164 XV. O dolce selva solitaria, amica
1165 XVI. Questa vita mortal, che 'n una o 'n due
Rime elegiache, idilliche e pittoresche
Antonio Brocardo
1169 I. Due superbette donne agli atti, al viso
1170 II. Di colle in colle e d'uno in altro piano
1171 III. Ove con l'onde sue geme e sospira
1172 IV. Il buon nocchier che col legno in disparte
1173 V. Sète, pur séte quelle
Bernardo Cappello
1174 I. Come edificio antico, che la grave
1175 II. Alma, a che dietro a' ciechi sensi i passi
1176 III. Se mai, donna, da voi rivolsi il core
1177 IV. Questi son luoghi solitari e queti
1178 V. Zen mio gentil, se di saper hai voglia
1179 VI. Ai crin canuti, all'uno e all'altro piede
Bernardo Tasso
1180 I. Cesano mio, quanto più dolce fòra
1181 II. Deh sgombra co' tuoi rai chiari e gelati
1182 III. Mentre si corca il sol nell'occidente
1183 IV. Finito hai, bella donna, il brieve corso
1184 V. O pastori felici
Francesco Maria Molza
1188 I. DA «LA NINFA TIBERINA»
1199 II. Si, come fior che, per soverchio umore
Benedetto Varchi
1200 I. Ninfe, che nude il petto e sparsi i biondi
1201 II. - Nape, questa vezzosa ornata gabbia
Anton Francesco Raineri
1202 I. Questa fera gentil che scherza e fugge
1203 II. Quel ch'a pena fanciul torse con mano
1204 III. Era tranquillo il mar; le selve e i prati
Iacopo Marmitta
1205 I. Stassi gravato da la carne ed anco
1206 II. Ecco il fiorito aprile
1209 III. Hanno i giorni al fuggir le piume e i vanni
Matteo Bandello
1210 I. Dal nostro clima, come 'l ciel dispone
1212 II. Questo colombo e me di par ardore
1213 III. Cavalco il dorso dell'ombroso e altiero
1214 IV. Aspere rupi, incolti sassi e aperte
1215 V. Corre la notte cinta il viso adorno
1216 VI. A che cercar gli specchi e freschi rivi
1217 VII. Alpi nevose, che le corna al cielo
1218 VIII. Queste prime uve gialle come cera
1219 IX. - Dunque se' morto, e resta il caro armento
Rime civili e morali e documenti di costume
Baldassar Castiglione
1223 I. Superbi colli, e voi sacre ruine
1224 II. Amor, s'altro non son ch'esser mi soglia
Giovanni Guidiccioni
1225 I. Degna nutrice de le chiare genti
1226 II. Il non più udito e gran pubblico danno
1227 III. Vera fama fra i tuoi più cari sona
1228 IV. Fia mai quel di che 'l giogo indegno e grave
1229 V. Avvezzianci a morir, se proprio è morte
1230 VI. Se 'l tempo fugge e se ne porta gli anni
1231 VII. O messaggier di Dio, che 'n bigia vesta
Ludovico di Lorenzo Martelli
DALLE «STANZE»
1232 I. LODI DELLA BELLEZZA
1234 II. AMMONIMENTO ALLE DONNE
1235 III. L'UOMO E LA TERRA MATRIGNA
DALLE «RIME»
1236 I. TRIONFO DELLA PACE
1238 II. Gaddo, io men vo lontan dai patri liti
Marco Antonio Epicuro
1239 I. Eran sotto un bel velo
1241 II. Sempre nel primo assalto ha per natura
1242 III. Lasso, che quando acceso di desire
Giordano Bruno
1244 I. Per man d'Amor scritta veder potesti
1245 II. Annosa quercia, che gli rami spandi
Francesco Beccuti detto il Coppetta
1246 I. Qual voce, d'orror piena, oimè! fu quella
1247 II. Porta il buon villanel da strania riva
1248 III. Più che di lunghe e bionde chiome e crespe
1249 IV. Chi pon le labbia su le vostre rose
1250 V. L'oro e gli amici e men la vita amai
1251 VI. Chiamar beato iddio ben si potea
1252 VII. Mortal bellezza in questo o in quel soggetto
1253 VIII. Tra' nugoli si sta Febo sepolto
1254 IX. Sento squarciar del vecchio tempio il velo
Vita e letteratura muliebre
Barbara Torelli
1257 Spenta è d'Amor la face, il dardo è rotto
Isabella di Morra
1258 I. Poscia che al bel desir troncate hai l'ale
1262 II. D'un alto monte ove si scorge il mare
Veronica Gambara
1263 I. Occhi lucenti e belli
1264 II. Con quel caldo desio che nascer suole
1266 III. Quando miro la terra ornata e bella
Gaspara Stampa
1268 I. Io non v'invidio punto, angeli santi
1270 II. Quando innanti ai begli occhi almi e lucenti
1271 III. Dura è la stella mia, maggior durezza
1272 IV. Io son da l'aspettar omai si stanca
1273 V. Via da me le tenebre e la nebbia
1274 VI. O notte, a me più chiara e più beata
1275 VII. Chi può contar il mio felice stato
1276 VIII. Due anni e più ha già voltato il cielo
1277 IX. Occhi miei lassi, non lasciate il pianto
1278 X. Deh consolate il cor co' vostri rai
1279 XI. Signor, ite felice ove 'l disio
1280 XII. Amor m'ha fatto tal ch'io vivo in foco
1281 XIII. Un veder torsi a poco a poco il core
1282 XIV. Mesta e pentita de' miei gravi errori
Veronica Franco
1283 I. Così dolce e gustevole divento
1285 II. Questa la tua fedel Franca ti scrive
1288 III. Quanto cangiato in voi da quel di prima
1290 IV. Le pecorelle, a pascer l'erbe uscite
1292 V. Ite, pensier fallaci e vana spene
Tullia d'Aragona
1293 I. Bernardo, ben potea bastarvi averne
1295 II. Se ben pietosa madre unico figlio
1296 III. Ov'è, misera me, quell'aureo crine
Chiara Matraini
1297 I. Quanti dolci pensieri alti e felici
1298 II. Smarrissi il cor, ghiacciossi il sangue, quando
1299 III. Alti son questi monti, ed alti sono
1300 IV. O luci del mio cor fidate e care
Vittoria Colonna
1301 I. Perché del Tauro l'infiammato corno
1303 II. A quale strazio la mia vita adduce
1304 III. A che sempre chiamar la sorda morte
1305 IV. Quando già stanco il mio dolce pensiero
1306 V. Nel fido petto un'altra primavera
1307 VI. Quando 'l gran lume appar nell'oriente
1308 VII. Quel bel ginebro, cui d'intorno cinge
1309 VIII. Qual digiuno augellin, che vede ed ode
VIII. LA FINE DEL RINASCIMENTO E L'ETÀ DELLA CONTRORIFORMA
Michelangelo Buonarroti
1313 I. Chi è quel che per forza a te mi mena
1314 II. Come può esser ch'io non sia più mio
1315 III. La m'arde e lega e tiemmi e parm'un zucchero
1316 IV. I' ho già fatto un gozzo in questo stento
1317 V. Sol io ardendo all'ombra mi rimango
1318 VI. Vivo al peccato, a me morendo vivo
1319 VII. Ogn'ira, ogni miseria ed ogni forza
1320 VIII. Non posso non veder dentr'a chi muore
1321 IX. Quando un dì sto, che veder non ti posso
1322 X. Oimè, oimè, ch'io son tradito
1323 XI. Veggio nel tuo bel viso, signor mio
1326 XII. 1. Chi qui morto mi piange, indarno spera
1327 XIII. 2. S'i' fu' già vivo, tu sol, pietra, il sai
1328 XIV. 3. Perché Febo non torc'e non distende
1329 XV. O nott', o dolce tempo, benché nero
1332 XVI. I' sto rinchiuso come la midolla
1333 XVII. Non ha l'ottimo artista alcun concetto
1334 XVIII. Per qual mordace lima
1335 XIX. Per fido esempio alla mia vocazione
1336 XX. Qual maraviglia è, se prossim'al foco
1337 XXI. Veggio co' be' vostr'occhi un dolce lume
1338 XXII. Dal ciel discese, e col mortal suo, poi
1339 XXIII. Costei pur si delibera
1340 XXIV. Ora in sul destro, ora in sul manco piede
1341 XXV. Io fu', già son molt'anni, mille volte
1342 XXVI. Deh, fammiti vedere in ogni loco
1343 XXVII. Chiunque nasce a morte arriva
1344 XXVIII. Giunto è già 'l corso della vita mia
1345 XXIX. Le favole del mondo m'hanno tolto
1346 XXX. Carico d'anni e di peccati pieno
Giovanni Battista Strozzi il Vecchio
1347 I. Angeletta gentil ciata di mirto
1348 II. Tutte ignude e si candide e vermiglie
1349 III. Dive, su de' begli orti almi di rose
1350 IV. Dal ciel cadeo gentil candida rosa
1351 V. In bel sereno stella
1352 VI. Or lieve ape foss'io
1353 VII. - Or chi, Filli beata
1354 VIII. Dolcissimo riposo
1355 IX. Torna, Zefiro, e 'l cespo inerba
1356 X. Torna, Zefiro, d'ambre e di coralli
1357 XI. Posa, amica gentil, che 'l mondo ignaro
1358 XII. Ecco l'alba; ohimè che nuovo campo
1359 XIII. Riposata lunghissima, che mai
1360 XIV. In suo ruscello amato
1361 XV. Vidi anch'io tutta ignuda
1362 XVI. Ha bevuto soverchio
1363 XVII. Ecco l'alba col dì: svegliati, bella
1364 XVIII. Candide nubi il sol tutte di rose
1365 XIX. Deh come pur lagnarvi
1366 XX. Sempre verdi arboscelli
1367 XXI. O benedetto mio pensiero
1368 XXII. Presso un limpido rio, ch'ambe le sponde
1369 XXIII. Stranio verme di tema e di sospetto
1370 XXIV. Torna il di lungo, torna
1371 XXV. Troppo t'affidi, sola e pargoletta
1372 XXVI. L'onda lascia e gli scogli
Domenico Venier
1373 I. Dolce mio caro e prezioso albergo
1374 II. Quanto più questa carne affitta e stanca
1375 III. Mentre, misera Italia in te divisa
1376 IV. Perché pur tenti al senso ingordo porre
1377 V. Né 'l bianco augel, che 'n grembo a Leda giacque
Gabriel Fiamma
1378 I. Più volte un bel desio di farmi eterno
1379 II. In questa dura età cede il discorso
1380 III. Non perché da gli scettri e da gl'imperi
1381 IV. Sotto l'invitta e trionfale insegna
1382 V. Quand'io penso al fuggir ratto de l'ore
1383 VI. Quest'ora breve e d'ogni gioia cassa
Celio Magno
1384 I. Vago augellin gradito
1387 II. Trovo, dovunque io giro 'l guardo intento
1388 III. Sorgi de l'onde fuor pallido e mesto
1393 IV. Sembrin le piume tue pungenti spine
1394 V. Me stesso io piango, e de la propria morte
1399 VI. Pur m'apri, o Febo, il desiato giorno
1402 VII. Apre nascendo l'uom pria quasi al pianto
Annibal Caro
DALLE «RIME»
1404 I. Ahi, come pronta e lieve
1409 II. Eran l'aer tranquillo e l'onde chiare
1410 III. Donna, qual mi foss'io, qual mi sentissi
1411 IV. Dopo tante onorate e sante imprese
1412 V. Carlo il Quinto fu questi. A sì gran nome
1413 VI. Egro, e già d'anni e più di colpe grave
1414 VII. Giunta o vicina è l'ora (umana vita
DAI «MATTACCINI»
1415 I. Mandami, ser Apollo, otta catotta
1416 II. Il gufo, strofinandosi, ha già rotta
DALL'«ENEIDE»
1417 I. LA TEMPESTA E L'IRA DI NETTUNO
1421 II. DISPERATA DIFESA DEI TROIANI
1427 III. POLIDORO
1430 IV. LA MORTE DEL NOCCHIERO PALINURO
1433 V. CARONTE
1434 VI. CAMILLA. LA MORTE DI CAMILLA
1437 VII. EURIALO E NISO
Angelo di Costanzo
1444 I. Chiuder non posso a quel pensier le porte
1445 II. Cigni felici, che le rive e l'acque
1446 III. Novo pensier, che con sì dolci accenti
1447 IV. Qual l'età, che si veloce arriva
1448 V. Poi che vo' ed io varcate avremo l'onde
1449 VI. Desiai morte, e con pietosi accenti
1450 VII. Del re de' monti alla sinistra sponda
1451 VIII. Quasi colomba immacolata e pura
Luigi Tansillo
1452 I. Amor m'impenna l'ale, e tanto in alto
1454 II. Poi che spiegate ho l'ale al bel desio
1455 III. Passano i lieti dì come baleni
1456 IV. Occhi leggiadri e belli
1457 V. E freddo è il fonte, e chiare e crespe ha l'onde
1458 VI. Strane rupi, aspri monti, alte tremanti
1459 VII. Quante ceneri e polvi giaccion, forse
1460 VIII. Quel continuo timor, quel rio sospetto
1461 IX. Corrono il freddo Boreae l'umido Austro
1465 X. DAL «VENDEMMIATORE»
1470 XI. DAL «PODERE»
Berardino Rota
1474 I. Chiuso augellin, volando erra e travia
1475 II. Giaceasi donna languidetta e stanca
1476 III. In lieto e pien di reverenzia aspetto
1477 IV. Candida notte e più che 'l dì serena
1478 V. Celeste donna in bel sembiante umano
Benedetto Dell'Uva
1479 I. Udite, colli, e voi, rive feconde
1480 II. Fuggite, madri, e i vostri cari pegni
1481 III. O de le molte amare pene mie
Galeazzo di Tàrsia
1482 I. Io benedico il dì che il cor m'apriste
1484 II. Tempestose sonanti e torbid'onde
1485 III. Amor è una virtù che ne per onda
1486 IV. Vide vil pastorel pietosa e leve
1487 V. Ove più ricovrate, Amor, poss'io
1488 VI. Te, lagrimosa pianta, sembra Amore
1489 VII. Queste fiorite e dilettose sponde
1490 VIII. Nuovo dal lido occidental già sento
1491 IX. Questa imagine viva che dal morto
1492 X. Palma leggiadra e viva
1493 XI. O felice e di mille e mille amanti
1494 XII. Già corsi l'Alpi gelide e canute
1495 XIII. Non così lieve piuma aere sereno
1496 XIV. Camilla, che ne' lucidi e sereni
1497 XV. Donna, che viva già portavi i giorni
1498 XVI. Donna, che di beltà vivo oriente


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